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ZANZIBAR

 

Zanzibar è nota per molti motivi. A causa dell'influenza congiunta delle culture arabe, persiane e bantu, per la frenetica attività commerciale che ha legato Zanzibar al Medio Oriente e persino all'India e alla Cina, l'arcipelago è uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili, la cui lingua fu a lungo quella predominante negli scambi commerciali fra Asia e Africa, e tuttora svolge il ruolo di lingua franca in gran parte dell'Africa orientale.

Il nome Zanzibar deriva molto probabilmente dal persiano zanj, con cui i persiani indicavano i neri; zang-i bar significherebbe "Terra dei neri". Viene talvolta proposta un'altra etimologia dall'arabo zanjabīl, che significa "zenzero", una delle spezie commerciate da Zanzibar, ma si tratta probabilmente di una cosiddetta "etimologia facile", ipotizzata sulla sola base dell'assonanza.

Clima
Il clima di questa meravigliosa isola si differenzia nelle sue 4 stagioni:
quella delle grandi piogge, detta "Masika", da marzo a maggio
la stagione delle piccole piogge, detta "Vuli", da ottobre a novembre
qiella secca, da giugno ad ottobre
e la stagione calda da novembre a marzo.
L'isola ha un clima equatoriale e la temperatura e' sempre piuttosto elevata; anche durante i periodi piovosi, infatti, le temperature giornaliere non scendono mai al di sotto dei 28°-30°C.
La parte occidentale dell'isola, dove si trova Stone Town, è di solito più umida e piovosa. La parte est invece è molto ventilata e secca. Ecco perche' gran parte delle strutture alberghiere e dei villaggi, si trova sulla costa orientale. Qui si trovano le spiagge piu' belle, bianche come il borotalco ed acqua cristallina con una fantastica barriera corallina.
A Zanzibar e' famoso il fenomeno delle maree: ogni 6 ore il mare si ritira anche di 200 m. Laddove tale fenomeno si verifichi, se non avete voglia di fare fantastiche passeggiate prima diarrivare ad immergervi, le strutture alberghiere si sono organizzate con i "dhow" le  classiche piroghe a bilanciere dell'oceano indiano.

Documenti e visti
I cittadini devono essere in possesso del passaporto con validità non inferiore ai sei mesi dalla data di uscita dall'isola.
I turisti italiani devono essere in possesso del visto, che viene emesso dietro presentazione del passaporto e di una fotografia formato tessera, nonché del certificato di vaccinazione contro la febbre gialla e del biglietto aereo di andata e ritorno o di una dichiarazione di un'agenzia di viaggi che attesta l'effettivo acquisto del biglietto. Il costo dell'operazione è di circa 40 euro. Il visto viene fornito dopo una settimana, va utilizzato entro tre mesi dalla data del rilascio e consente una permanenza di un mese in Tanzania. Zanzibar e Pemba, benché facciano parte dell'Unione di Tanganyika e Zanzibar, difendono gelosamente la propria autonomia con la conseguenza che all'arrivo è obbligatorio passare attraverso i loro uffici di immigrazione.

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